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giovedì 8 ottobre 2009

Circolare Ministeriale della Gelmini: "Applicate le nuove regole!"

"Applicate le nuove regole!"
Questo il senso di una Circolare ministeriale, datata 6 ottobre 2009, diretta a Rettori e Direttori Amministrativi delle Università. Il Ministro invita ad applicare le nuove norme concorsuali, disattese da molti dei bandi per posti da ricercatore usciti negli ultimi mesi. I problemi sono, in particolare, per quanto riguarda la presenza di prove orali valutate separatamente, non previste dalla nuova legge, e la presenza di limiti massimi al numero delle pubblicazioni da presentare che, non previsti dalla nuova legge, possono comunque essere presi da leggi precedenti, non abrogate, e quindi aperte alla discrezionalità. Il Ministro scrive che "tale prassi non è consigliabile, soprattutto quando questi limiti sono particolarmente bassi".
Come già scritto qualche post fa, gran parte del merito di questa correzione di rotta va all'Associazione dei Precari della Ricerca Italiani, sempre attiva e puntuale nella denuncia delle falle del sistema-Università.

mercoledì 9 settembre 2009

La "riforma" del Ministro Gelmini

Nel dibattito conseguente ad un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore riguardo nuovi bandi di Concorsi per Ricercatore che disattendono il DM del 28 luglio 2009, vogliamo segnalare l'intervista de La Stampa al Ministro Gelmini, pubblicata l'altroieri. Diversi altri articoli in questi giorni riportano al riguardo l'attività meritoria dell'APRI, Associazione Precari della Ricerca Italiani (qui il sito e qui il blog), nel segnalare le falle e le non applicazioni del DM.

Il titolo dell'intervista su La Stampa è "Gelmini: la Riforma funziona".
Ci chiediamo innanzitutto cosa voglia dire "riforma". Se con questo termine si intende la modifica del sistema di reclutamento -e cioè il DDL più volte annunciato- questo è di là da venire. Dopo diversi rinvii (era stato annunciato per la primavera 2009), il Ministro ha detto "in autunno". Restiamo in attesa, quindi.

Se invece si intende il DM del 28 luglio 2009 sulla valutazione dei titoli e delle pubblicazioni nei concorsi da ricercatore, purtroppo questo si è rivelato per lo meno discutibile (vedere ad esempio i commenti del post precedente). Non è nient'altro che una riproposizione fumosa di quello che c'è sempre stato, nei verbali di qualsiasi vecchio concorso, alla prima pagina: "definizione dei criteri di valutazione". Il semplice elenco dei criteri, come fatto nel DM, senza attribuzione di pesi o punteggi, spiana le porte all'arbitrio della commissione, libera di dare un punteggio maggiore alla partecipazione ad un congresso (!) rispetto ad un articolo su Nature. E poi, come segnalato, non viene applicato in un gran numero di concorsi banditi successivamente.

Se per "riforma" si intende invece la nuova procedura di composizione delle commissioni, e cioè sorteggio post-elezione dei membri della commissione (elezione, ricordiamo, in numero triplo rispetto alle necessità), mancano decreti attuativi che ne regolino lo svolgimento. Inoltre, come segnalato qualche post fa, per molti settori mancano i numeri, e ci saranno sicuramente problemi applicativi e allungamenti dei tempi. Infine, il fatto che siano passati quasi due anni dal bando di alcuni concorsi (nonchè il cambio delle regole a bando già pubblicato) potrebbe aprire le porte a valanghe di ricorsi. C'è addirittura chi auspica, non a torto, la riapertura dei termini per quei concorsi.

Quindi, di quale "riforma" stiamo parlando? E, soprattutto, perchè il Ministro dice che la riforma "funziona"? E' un giudizio perlomeno prematuro.

Vogliamo comunque segnalare un paio di risposte del Ministro alla giornalista Flavia Amabile della Stampa.
Sul blocco della macchina concorsuale segnalata dalla giornalista, il Ministro risponde: "E’ una questione procedurale. C’è stato un allungamento dei tempi per una serie di responsabilità congiunte, ma ora stiamo cercando di intervenire per rimettere in moto il più in fretta possibile la macchina dei concorsi".
Su merito e qualità (in relazione al proliferare di"docenti gratis"), il Ministro afferma: "L’università verso cui vogliamo andare prevede solo professori ordinari"

Solo professori ordinari?
...

lunedì 6 luglio 2009

Si accende il dibattito sulla lettera di Rita Clementi al Presidente Napolitano, mentre il DDL sulla riforma universitaria è ufficialmente rinviato

Dopo la lettera di Rita Clementi al Presidente Napolitano (vedi post precedente), si è animato il dibattito sul Corriere della Sera, e sulla rete. Il 3 luglio, l'Editoriale di Francesco Giavazzi (lo potete leggere qui), e il 4 luglio la risposta del Ministro Gelmini (qui).

Dalla lettera del Ministro vogliamo segnalare questo passaggio, dove ci viene finalmente detto che il DDL di riforma del sistema di reclutamento slitta a settembre-ottobre, e si pensa ad una attivazione nell'anno accademico 2010-2011: "Il disegno di legge quadro sulla riforma dell' università e della ricerca sarà presentato in autunno quando il calendario parlamentare, oggi fortemente intasato, consentirà una rapida approvazione del testo." Viene anche detto che nel Consiglio dei Ministri del 17 luglio verrà presentato lo schema di regolamento dell'ANVUR, Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca: "Il 17 luglio il Consiglio dei Ministri varerà il nuovo regolamento dell' Anvur, un regolamento innovativo che recepisce soprattutto l' esigenza di rendere l' agenzia più autonoma rispetto a quanto previsto nella precedente legislatura".

Del commento di Giavazzi, Ordinario di Economia Politica alla Bocconi (come Perotti, autore del libro "L'Università truccata), vogliamo segnalare il passaggio conclusivo, che indica in Università più costose la soluzione! Giavazzi: "Occorre essere ancor più coraggiosi, accettando il principio che l’università di fatto gratuita è un trasferimento dai poveri ai ricchi: quindi alzare significativamente le rette, accompagnandole ad un sistema di borse di studio che garantisca a chiunque lo meriti la possibilità di accedere all’università".

Nessuna notizia sul DM concernente le regole applicative per i Concorsi da Ricercatore, nè sul destino dei Concorsi di I e II fascia già banditi. Si va sempre di più verso l'accorpamento al listone di idoneità nazionale?

giovedì 26 marzo 2009

L'università cambia?

Riportiamo integralmente una nota di oggi dell'agenzia DIRE (http://www.dire.it/) su una riunione che si è tenuta il giorno 24 marzo al Ministero dell'Università, indetta dal Ministro Gelmini, presenti molti Rettori e alcuni politici (riunione al di fuori delle istituzioni, visto che alcuni politici presenti non avevano rappresentatività ufficiale in ambito universitario). Alcuni siti internet di quotidiani riportavano ieri la notizia, a vario titolo. La definizione più letta è "Definizione delle linee guida per i concorsi universitari". Sul sito del Corriere si legge che il Ministro Gelmini pensa di trasformare queste Linee guida in un disegno di legge in circa due mesi. Prendiamo l'impegno di scrivere al Ministro Gelmini, a due mesi esatti dal 24 marzo, per conoscere lo stato dei lavori. Scriveremo anche al Senatore Giuseppe Valditara, poichè tutte le Agenzie associano il suo nome alla riunione dell'altroieri. Questo sito NON è schierato politicamente in alcun modo, e contatterà di volta in volta i politici nominati dalle agenzie di stampa sui singoli episodi di mala o buona università, di qualunque partito essi siano.

In sostanza il cambiamento sembra epocale: lista nazionale (definita abilitazione e non idoneità?) e chiamata diretta da parte dei singoli Atenei. Le notizie riportate sono, ovviamente, al momento scarse, e attendiamo quindi ulteriori chiarificazioni.

Dall'Agenzia DIRE:

**UNIVERSITÀ. RECLUTAMENTO PROF, LISTA NAZIONALE: ADDIO CONCORSI. LA PROPOSTA DELLA GELMINI PER RIFORMA GOVERNANCE ATENEI.
(DIRE - notiziario Sanita') Roma, 25 mar. - Via i concorsi, una parola intraducibile in qualunque altro sistema universitario, si' all'abilitazione nazionale all'insegnamento (attraverso un sistema di valutazione specifico) e alla successiva chiamata degli abilitati da parte degli atenei. Ad occuparsi della valutazione dovra' essere un organo nuovo e terzo. È questa la proposta di riforma del reclutamento di docenti e ricercatori emersa durante il seminario per la riforma dell'universita' chesi e' tenuto ieri al ministero per volonta' del ministro Mariastella Gelmini."È emersa- spiega Giuseppe Valditara, senatore del Pdl, moderatore del dibattito, nonche' autore di un ddl di recente depositato al senato su governance degli atenei e reclutamento un'ampia condivisione delle linee generali sulla proposta di riforma della governance e del reclutamento avanzata dal governo e dalla maggioranza. Si tratta ora di tradurla in un disegno di legge governativo che possa essere presto discusso nelle aule parlamentari". In particolare, per Valditara la linea da seguire e' quella "di un rafforzamento degli organi che devono decidere, soprattutto del rettore e del Consiglio di amministrazione, aggiungendo al principio di autonomia quello di responsabilita'".Tornando al reclutamento, la riforma delineata, "deve eliminare consociativismo e sovrapposizione delle competenze e valorizzare in chiave meritocratica la qualita' della didattica e della ricerca. Partite le riforme, bisognera' ragionare sul necessario incremento dei finanziamenti al sistema universitario". Anche per Andrea Lenzi, presidente del Cun (Consiglio universitario nazionale) "c'e' stata ampia convergenza sulla proposta per il reclutamento. Vanno eliminati dal nostrr vocabolario- dice- i concorsi che non sono traducibili in nessun altro paese estero".